• Paolo Mirri

Paolo Mirri psicologo e psicoterapeuta a Livorno e Piombino. Che tipo di psicoterapia faccio?

Aggiornamento: 2 ago 2021

In questo articolo mi presento un po’, non tanto come persona, quello resta parzialmente fuori da questo sito, quanto come psicoterapeuta. Nello stato attuale delle cose opero come psicologo psicoterapeuta a Livorno e Piombino e gestisco un neonato Blog di Psicologia.

“Come sarebbe? Hai scritto ovunque “Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale” farai psicoterapia cognitivo comportamentale, no?”

Beh, certo che sì, ma non è che gli psicoterapeuti cognitivisti siano tutti uguali. Intanto, perché come corrente è molto varia (leggi qui qualcosa di più sul cognitivismo, se ti interessa) e poi perché il terapeuta ha comunque una storia personale che lo ha avvicinato alla psicoterapia.

Come sono arrivato a essere uno psicologo su Livorno e Piombino

Appena uscito dal liceo avevo le idee ben chiare e volevo fare il giornalista. Si, avevo già studiato qualcosa di psichiatria da ragazzo, ma mi piaceva, e mi piace, scrivere.

Iniziai Filosofia, che durò pochi mesi, e nel frattempo esplorai un po’ la bioetica e riuscii a ricavarne una prospettiva personale. Inoltre entrai in contatto molto più approfonditamente col mondo della psicanalisi e mi ci interessai particolarmente.



L’inizio all’Università di Pisa

Entrai quasi subito a psicologia, all’Università di Pisa, e mi avvicinai parecchio alla psicodinamica (per chi non sapesse di cosa si tratta… hai presente Freud? Ecco, bene, la scienza fondata da lui che è stata declinata poi in numerose altre correnti). Da quel periodo ho appreso abbastanza, critico fortemente alcuni aspetti della scienza Freudiana, soprattutto l’aspetto dogmatico e l’enfasi (a mio avviso eccessivo) posto sulla sessualità infantile. Trovo invece molto interessante la dialettica tra la coscienza ed il così detto inconscio, aspetto sul quale noi cognitivisti tendiamo un po’ troppo a passare sopra e questo in quanto nell'ambito, molto allargato, della psicoterapia spesso abbiamo una specie di diatriba, a mio avviso poco comprensibile, tra i vari approcci e correnti.

Nella mia esperienza universitaria rimasi inoltre colpito dalla psichiatria. Già da studente mi ritenevo un buon futuro diagnosta e mi avviai già da lì a voler diventare psicoterapeuta.


Avviamento alla professione

Intrapresi inoltre una lunga esperienza di quattro anni negli ambulatori di andrologia e osservai i miei primi pazienti nei colloqui sessuologici e di counselling di coppia. Intanto iniziai con le mie prime esperienze di formazione, presi un Master (del quale poi sono stato docente) in Comunicazione Etica in Medicina ed insegnai Public Speaking e Sessuologia in vari contesti, prevalentemente universitari ed aziendali.



Per tre anni, accanto al periodo universitario, feci una bella esperienza in un progetto di formazione e counselling di gruppo con i centri diurni del territorio pisano. Iniziai ad esplorare il mondo della disabilità, conoscendo le famiglie, gli operatori e gli utenti dei centri.

Alla fine del percorso universitario intrapresi due tirocini di Stato, uno al CNR e l’altro all’Istituto di Psicoterapia Relazionale di Pisa. La psicoterapia sistemico relazionale mi ha lasciato molto, vidi come si svolgevano le terapie e mi insegnarono a leggere i giochi relazionali nelle famiglie. Imboccai poi un’altra strada, ma quell’impronta relazionale me la sono portata dietro fino ad oggi.

Appena finito il tirocinio ed abilitatomi per la professione decisi di aprire partita IVA, aprii prima uno studio a Pisa ed uno a Cascina, poi mi spostai e organizzai la mia attività di psicologo su Livorno e dal 2021 anche a Piombino.

Perché la psicoterapia Cognitivo Comportamentale?

Iniziai la mia specializzazione in psicoterapia Cognitivo Comportamentale a Firenze, al Centro di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Per adesso la mia formazione non sembra esattamente da cognitivista, come mai prendere proprio quel tipo di approccio?

Per due motivi:

  1. la CTCC di Firenze offriva un approccio molto eclettico, particolarmente influenzato dal Cognitivismo Post-Razionalista. L’aspetto che mi ha particolarmente colpito di questa corrente non è noto ai pazienti in terapia, in quanto è parte di ciò che noi non comunichiamo alla persona. Nel Post-Razionalismo sono delineate delle strutture di personalità che sono un ottimo strumento per inquadrare il caso clinico e che aiutano enormemente nell’evolversi della terapia. Questo aspetto, che raramente viene comunicato, in quanto non fa diagnosi, ma offre uno "schema di funzionamento" individuale, aiuta molto il terapeuta, in quanto gli offre aspetti sufficientemente concreti sui quali orientarsi nel colloquio.

  2. da Post-Razionalista convinto mi sono poi lasciato contaminare da vari aspetti di altre correnti, ho riscoperto alcuni elementi di psicodinamica, del razionalismo cognitivista, della terapia metacognitiva e dell’evoluzionismo. Fondamentalmente, per chi non conosce queste correnti, ho integrato nel mio modo di lavorare vari spunti da altre correnti, da un lato per avere una visione più completa del caso, dall’altro perché il Post-Razionalismo ha sì una grande efficacia clinica e un ottimo inquadramento esistenziale del caso, ma offre pochi spunti di sviluppo del modello. E secondo me un modello per poter essere scientifico deve potersi sviluppare e contaminarsi.

La psicoterapia durante il Covid

Con il diffondersi del contagio da nuovo coronavirus, il lockdown e le misure restrittive, decisi di continuare la mia attività di psicologo su Livorno e Piombino ma ho iniziato la terapia online. Questa sicuramente per lo psicologo è più faticosa, ma ha offerto alle persone impaurite dal virus un modo per continuare a fare terapia da casa.

Dopo il lockdown del 2020 ho riaperto ed ho continuato e continuerò a rimanere aperto anche in zona rossa, cambiando il mio setting terapeutico e modificandolo per adattarlo scrupolosamente alle normative anticovid (lasciando comunque la possibilità, per chi volesse, di fare terapia online).

psicoterapia Livorno
Il mio studio a Livorno in zona rossa


Durante questo strano periodo pandemico una cosa che ho ricominciato a fare è proprio scrivere. Ho creato questo sito e questo blog non solo per fini chiaramente professionali, ma è tornata un po’ l’anima del giornalista che voleva lasciare una traccia. Qui infatti non solo tratto argomenti inerenti la professione, come la psicoterapia, ma come puoi ben leggere stanno lentamente nascendo rubriche di psicologia sociale, cyberpsicologia, sessuologia e sulla situazione pandemica e probabilmente ne nasceranno anche altre, scritte da me o a quattro mani. In questo blog tendenzialmente proverò a scrivere articoli che si riferiscono al presente, alcuni sono puramente informativi sulla psicoterapia (eh beh, è un sito prevalentemente di psicoterapia!), a volte saranno spunti di riflessione, sulla situazione attuale, sul futuro... talora con uno spirito un po’ analitico e con la volontà di far riflettere.



 

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