• Paolo Mirri

Esploriamo il Narcisismo

Aggiornamento: 13 feb

Il narcisismo è un tema affascinante, famoso, sia nell'arte che nella psicologia.


Se penso al narcisismo prima di immaginare alcune persone che ho conosciuto, in clinica e fuori dal mio studio, mi viene in mente Oscar Wilde con il suo Ritratto di Dorian Gray, quel giovane che stringe un patto con il Demonio pur di continuare ad inseguire un ideale di perfezione che non esiste in natura.


E' poetico perché Dorian, bambino solo ed abusato, usa questa sua fantasia così mal costruita, così astratta ma al contempo potente ed innaturale per lottare contro sé stesso e le proprie mancanze.


C'è un aspetto poetico perché alla fine Dorian vince e trafigge con una stoccata quell'essere che lo aveva reso così innaturale. Dorian con quella stoccata non abbatte la sua immagine grandiosa, ma si rende conto che lui è anche altro oltre a quel dipinto, e quindi per una volta nella vita agisce realmente e con un gesto eroico salva una ragazza.


Dorian secondo me, idealmente, ricalca ciò che a livello clinico è un narcisista. In studio poi la realtà è diversa personalmente vedo, più che "narcisismi" conclamati, persone con degli spunti narcisistici, con dei tratti che si possono ascrivere ad alcuni aspetti di questo disturbo.


Non sempre nella realtà il narcisista riesce ad ammantarsi del fascino indiscutibile di Dorian Gray, perché Dorian è quasi un "modello scientifico" del narcisismo, la realtà è decisamente più imperfetta.



Esploriamo questo Narcisismo



In questo articolo esploreremo il narcisismo per quello che sappiamo, scientificamente, al giorno d’oggi. Tratterò tale disturbo per ciò che è: un tratto di personalità di alcuni individui, un aspetto dell'individuo spesso ridondante che cela dietro di sé un mondo di insicurezza affettiva e patologica molto rilevante.


Inizialmente aprirò una parentesi sulle mie perplessità riguardo ad una certa comunicazione pubblica del narcisismo, poi andremo sugli aspetti più sostanziali.


Voglio chiarire che questo è un articolo divulgativo, non è strumento di diagnosi o ancor peggio di autodiagnosi o ancor peggio l’arma segreta per attaccare l’ipotetico narcisista di turno. Le diagnosi sono molto complesse e si fanno in studio, i trattamenti pure, e sui social o su internet si spera ogni tanto di trovare qualcosa di relativamente decente.


Un altro chiarimento che mi sembra giusto fare è il seguente: in questo articolo parlo del disturbo di personalità narcisistico, non di persone con un’alta autostima. E’ importante comprendere che quando si parla di narcisismo ci si riferisce ad un disturbo ed è ben diverso dall’essere un po' esaltati, viveur, vanitosi, perfezionisti o banalmente persone con una buona opinione di sé stessi.



Allerta Narcisismo! problemi nella comunicazione pubblica.



Mano mano che esploro l’ambiente dei social network mi imbatto in articoli, post, slide, video, dai contenuti alquanto banali e/o bislacchi in tema di psicologia. Il narcisismo ad oggi è sicuramente uno dei temi più bersagliati e sui quali, aimè, viene fatta molta disinformazione.


Partiamo da ciò che noto navigando sui social, inoltrandomi nella selva oscura della psicologia online. Almeno negli ultimi tempi vedo una quantità immane di “cose” sul narcisismo, il quale sarebbe anche un tema interessante se fosse trattato bene, invece vedo che si fa una grande confusione.


Alcuni divulgatori ho proprio il sospetto che non sappiano cosa sia un narcisista ma, nella maggior parte dei casi, mi colpisce non tanto la mancanza delle basi sulle quali si tratta questo tema, piuttosto il trasporto con il quale spesso trattino il tema narcisismo.


Tendenzialmente vedo attaccare a testa bassa un partner arbitrariamente tacciato di narcisismo (no, non è un crimine, è un disturbo), vittimizzare il partner ed alle coppie con l'ipotetico narcisista fornire consigli... alquanto particolari.


Non capisco questo tipo di atteggiamento divulgativo in quanto è inutile sia all'ipotetico narcisista che al partner, oltre ad offrire informazioni alquanto parziali su una problematica reale e clinicamente significativa.


Se si ha un problema di coppia, di qualsiasi natura sia, si affronta nella coppia ed eventualmente col supporto di uno psicoterapeuta, non appellandosi ad informazioni quasi sicuramente fuorvianti raccolte chissà dove.


Il narcisista inoltre è spesso erroneamente associato alla violenza: questo, per quanto talora sia molto “tossico” nelle relazioni strette e molto spesso un partner decisamente complicato e inattendibile, generalmente non è portato alla violenza fisica, quello violento in genere è il sociopatico, l’antisociale.


Oltretutto non è necessario essere narcisista per poter dare il proprio contributo all'instaurarsi di dinamiche di coppia molto problematiche, ci sono infiniti modi per creare psicopatologie di coppia. Additare il narcisista quindi è un atteggiamento divulgativo molto poco scientifico.



Detto questo andiamo alla base e facciamo un’opera di disambiguazione: cos'è il narcisismo.



Il narcisismo è un disturbo di personalità, cluster B (quei disturbi caratterizzati dalle forti oscillazioni drammatiche ed emotive, insieme al borderline, l’istrionico e l’antisociale) del DSM 5, il manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali.


Il DSM 5 introduce un concetto clinico a mio parere molto importante: più di parlare di “narcisismo” sarebbe utile introdurre il concetto di spettro narcisistico, ovvero un continuum di gravità di un disturbo con varie sfaccettature.


Il disturbo narcisistico, come vedremo è un aspetto della personalità che può portare a forte sofferenza individuale e di coppia.


Non vi sono delle vere e proprie linee guida su quale sia il trattamento preferenziale, risulta un disturbo della personalità trattabile in psicoterapia dalla prognosi generalmente e - in differenti misure a seconda del caso - positiva.


Il manuale descrive il disturbo narcisistico di personalità come un quadro clinico caratterizzato da: un’esagerata sensazione di grandiosità, arroganza, ostentazione e superbia, invidia verso gli altri, mancanza di empatia, sfruttamento e manipolazione degli altri per raggiungere i propri obiettivi, bisogno incondizionato di ammirazione da parte degli altri, fantasie ipertrofiche di successo.


In generale il narcisista ha un’insicurezza patologica tale che è una persona con una grande difficoltà a godersi la vita. Questo si perde nei sogni grandiosi e nel loro futuro riconoscimento e tralasciano la concretezza della vita quotidiana perdendosi vere e proprie esperienze di vita vera.


Dietro la facciata perfezionistica cova un forte senso di solitudine ed esclusione, sensazioni che spesso non riesce a riconoscere e a comunicare.


Accanto a questo quadro di bisogno di ammirazione ed apparente grandiosità però troviamo una notevole comorbilità (associazione) con vari disturbi psichiatrici; spesso lo è associato ad ansia, disturbi dell’umore (Kealy et all,2020), abuso di sostanze (Stinson et all, 2008), comportamenti sregolati (Leder et all.,2020), disturbi alimentari (Gordon & Dombeck, 2010).


Questa associazione tra narcisismo e psicopatologia fa che questo disturbo sia quindi caratterizzato da un’intensa sofferenza emotiva e da uno stile di vita talora ben poco salubre.



Il Disturbo Narcisistico: aspetti psicopatologici.



Abbiamo potuto vedere gli aspetti più psichiatrici del narcisismo, quelli più conosciuti e talora riportati nella divulgazione. Adesso andiamo ad esplorare più nel dettaglio la mente del soggetto narcisista guardando ai suoi aspetti di maggiore insicurezza patologica.


Seguiremo l’impostazione di uno dei maggiori esperti di metacognizione e di narcisismo, Giancarlo Dimaggio (2021).



Il Sé e l’altro


La visione del mondo del narcisista è tutta spostata sul tema della competizione. Il mondo è un brutto posto nel quale è necessario emergere per essere qualcuno e per far questo, se necessario, usare gli altri.


Il narcisista ha una visione di sé stesso molto oscillante tra il percepirsi una persona inferiore nella sua autostima e superiore, orgogliosa, vincente, in ciò che vuole mostrare.


L’altro è visto come colui che da un lato lo deve ammirare ma dall’altro rischia di diventare colui che lo svilisce e lo schiaccia. Si, come in una competizione di quelle agguerrite.


Il narcisista quindi tende ad essere molto sensibile al giudizio altrui, in quanto la non ammirazione vuol dire essere portato su un piano di inferiorità, rifiuto e vergogna che lui stesso non tollera e non vuole riconoscere.


Il tema del giudizio legato al rifiuto è talmente forte che il narcisista tende ad anticipare questo rifiuto altrui arrabbiandosi preventivamente e disprezzando l’altro oppure andando in ansia e ritirandosi dal contesto sociale sperimentando apatia e senso di vuoto.



L’autoriflessione e l’intellettualizzazione


Il narcisista ha delle capacità autoriflessive, ovvero di saper identificare cosa prova, decisamente scarse.


Le emozioni sulle quali riesce a muoversi con più facilità sono quelle della rabbia, del disprezzo e l’orgoglio. Tutte quelle emozioni più dolorose come la vergogna, la sottomissione, la fragilità, l’esclusione, la colpa, la tristezza, sono molto difficili sia da identificare.


Queste emozioni sono sia da raccontare agli altri, come se il narcisista avesse un vocabolario interno troppo poco forbito per poterlo fare.


Data questa scarsa propensione alla “self-disclosure” il narcisista ha imparato a parlare di sé utilizzando una comunicazione intellettualizzante, ovvero non descrive scene, emozioni, fatti concreti, bensì principi, aneddoti, teorie sul mondo e sugli altri.


Fondamentalmente i narcisisti nel parlare di sé usano concetti astratti, spesso para-intellettuali ed emotivamente poveri.



Passività


Il narcisista vuole farsi vedere come una persona spinta al successo. Questo aspetto può essere anche veritiero se il narcisista è spinto dall’agonismo.


Però se questo si trova su un altro piano, magari più affettivo, maggiormente legato ai suoi interessi reali o peggio una sconfitta, si palesa in lui un crollo motivazionale, come se le sue energie venissero meno e fosse dominato dai rimuginii e dall’inerzia. Anche alzarsi dal divano diventa, fisicamente, un compito difficile.


Il punto quindi è che anche durante la “corsa al successo”, se succede qualcosa che disconferma la grandiosità di facciata, il narcisista rischia di precipitare nella passività come se i suoi obiettivi grandiosi fossero stati tutto d’un tratto svuotati di significato.


Il concetto è che se io agisco nel mondo (non nella mia testa) io il mondo lo cambio, ma poi mi devo interfacciare con le conseguenze di questo cambiamento, e queste sono lo specchio della mia responsabilità.


Chiaramente le conseguenze non sono sempre positive, ci mostrano invece anche agli aspetti del nostro essere imperfetti e fallibili, e questo il narcisista non lo tollera, quindi spesso preferisce fantasticare più che agire concretamente.


Per agire concretamente poi, se sono su un terreno che non è quello del lavoro (sul quale alcuni narcisisti per certi periodi si muovono bene), devo essere motivato. Per avere motivazione devo sapere cosa mi piace fare, cosa ho bisogno di soddisfare.


Non sempre la soddisfazione passa dalla fama o dall'orgoglio, anche i narcisisti come esseri umani hanno parti di loro che bramano altro, solo che hanno imparato che sono colpevoli se seguono quegli altri bisogni non competitivi.


Scarsa empatia


Il soggetto narcisista, come abbiamo detto, è famoso per essere poco affidabile nelle relazioni intime, talora anche per essere decisamente indelicato. Effettivamente spesso è proprio così, infatti la persona con disturbo narcisistico ha una costituzionale difficoltà ad interpretare gli stati emotivi altrui e a calarsi nella sua prospettiva.



Le difese


I meccanismi di difesa cognitivi e comportamentali del narcisista sono tutti orientati a sovrastare il senso di vulnerabilità.


Il soggetto narcisista spesso vive nella così detta “illusione del decatleta” ovvero il raccontarsi buoni, ma non ottimi, in una varietà notevole di ambiti. Le proprie mete sono percepite quasi mai come “raggiunte” ma sentono di dover sempre raggiungere una perfezione molto idealizzata.


Anche il procrastinare da molti punti di vista è una difesa, la meta resta narcisistica ed il fatto di non fare un passo avanti per agire preserva la persona da errori . Quindi va meno a minare la sua percezione del sé grandioso.


La fuga nelle sostanze è altrettanto comune, di fatto sotto l’effetto psicotropo il narcisista riesce ad attenuare la sofferenza emotiva del giudizio e sballarsi per amplificare il senso di grandiosità.


Altro meccanismo difensivo talora presente in alcuni narcisisti è il ricorso a misure di perfezionismo sul piano estetico. Sono frequenti il continuo abuso di sostanze steroidi o di chirurgia estetica per migliorare continuamente tutto ciò che, nel fisico, per i suoi canoni, non è perfetto.



Conclusioni



Il disturbo narcisistico quindi presenta una forte insicurezza patologica e una notevole dose di sofferenza inespressa a parole, questa come abbiamo visto viene sostituita dal disprezzo, dalla rabbia e dalla voglia di rivalsa.


La depressione caratterizzata dal vuoto e dalla passività subentra alle sconfitte percepite, quando il narcisista viene investito da quelle sensazioni così umane, ma così sgradevoli, che non possono essere accettate se si ha una visione del mondo quasi totalmente competitiva.


Se cercate informazioni su questo disturbo andate su siti che presentano bibliografia scientifica, leggetevi la storia di Dorian Gray. Oppure continuate cliccando sul tasto sottostante:



 

BIBLIOGRAFIA


David Kealy, Olivier Laverdière, Aaron L Pincus. Pathological Narcissism and Symptoms of Major Depressive Disorder Among Psychiatric Outpatients: The Mediating Role of Impaired Emotional Processing.J Nerv Ment Dis. (2020) Feb;208(2):161-164. doi: 10.1097/NMD.0000000000001114.


Stinson, F. S., Dawson, D. A., Goldstein, R. B., Chou, S. P., Huang, B., Smith, S. M., Ruan, W. J., Pulay, A. J., Saha, T. D., Pickering, R. P., & Grant, B. F. (2008). Prevalence, correlates, disability, and comorbidity of DSM-IV narcissistic personality disorder: results from the wave 2 national epidemiologic survey on alcohol and related conditions. The Journal of clinical psychiatry, 69(7), 1033–1045.


Leder, J., Foster, J.D. & Schütz, A. (2020). Willing to do what others won't: Narcissism, risktaking, and social approval. Personality and Individual Differences, 153, 109672.


Gordon, K.H. & Dombeck, J.J. (2010). The associations between two facets of narcissism and eating disorder symptoms. Eating Behaviors, 11, 288–292.


American Psychiatric Association (APA). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing, 2013.


Anna Gasparre e Giancarlo Dimaggio (2021).Il disturbo narcisistico di personalità. Concettualizzazione del costrutto, rassegna empirica sull’efficacia dei trattamenti, principi e suggerimenti per una buona pratica clinica.


 

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