• Paolo Mirri

I quattro Narcisismi

Aggiornamento: 11 feb

In questo articolo andremo ad esplorare più a fondo i vari tipi di narcisismo e li delineeremo per andare ad osservarli nelle loro sfumature. Chiaramente se non hai letto l’articolo sul narcisismo apprenderai solo degli aspetti che, presi da soli, sono molto parziali ed incompleti quindi ti consiglio di cliccare sul pulsante qui sotto e comprendere meglio di cosa si sta parlando prima di proseguire.




Lo spettro narcisistico: le quattro forme.



Esploriamo insieme quattro tipologie di narcisismo, vediamole non tanto come degli aspetti totalmente separati, ma come delle sfumature che però appartengono più o meno alla stessa psicopatologia.


Il danno alla psicologia del narcisista infatti resta la sua autostima fortemente intaccata su un piano di forte vulnerabilità personale, difficile da riconoscere a sé stesso e da comunicare agli altri.


Le prime due tipologie sono di scarso interesse per il clinico, le seconde invece sono maggiormente frequenti e molto più rappresentative del concetto stesso di narcisismo.



Narcisismo Sano


Questa è la forma di narcisismo meno grave ed è un concetto molto criticato da tanti psicoterapeuti; questo è più un tratto che un disturbo, tanto che secondo alcuni può non configurarsi come disturbo di personalità.


Il narcisista “sano” (Behary, 2013) ha la capacità di riconoscere le proprie qualità, possiede un sistema di valori consolidato. E’ una persona che possiede un senso di invulnerabilità, ambizione, carisma e negazione della morte tali che gli permettono di sopravvalutarsi e di funzionare meglio.


Secondo alcuni (Phaulus,2014) questi aspetti non sono così scontati, questa forma di narcisismo può essere associato ad aspetti adattivi solo se trova la “nicchia ecologica”, ovvero un contesto dove il narcisista sano si può sviluppare socialmente.


Col passare del tempo questa immagine rischia di cedere perché entra a contatto con le inevitabili avversità della vita. Nella relazione di coppia, ad esempio, può essere efficace nel suscitare ammirazione, ma nel mantenere la relazione a lungo termine ha difficoltà a sostenere il fisiologico agonismo realzionale.


Possiamo immaginarci quindi una persona realizzata in un certo percorso di vita, rampante ed apprezzata sul lavoro, affascinante, un po' più in difficoltà a mantenere una relazione stabile. Tuttavia abbiamo il dubbio che se accadessero imprevisti troppo grossi, perché talora accadono, questo potrebbe crollare.



Il Narcisismo Maligno e la Triade Oscura


Il narcisismo maligno e la triade oscura, secondo alcuni psicoterapeuti ad orientamento evoluzionistico (Gasparre & Dimaggio; 2021), sono tratti di personalità molto problematici nel contesto sociale attuale, ma che si sono selezionati nella natura umana come esasperazione del comportamento predatorio.


Per centinaia di migliaia di anni siamo sopravvissuti in un contesto naturale nel quale vi era una notevole scarsità di risorse, il soggetto forte, prepotente, colui che si sapeva imporre poteva essere un individuo particolarmente portato alla sopravvivenza.


Il concetto è che questi soggetti saccheggiavano, depredavano, schiacciavano gli altri pur di ottenere ciò che volevano per sopravvivere. Sebbene sembri un tipo di comportamento efficace in un ambiente avverso a lungo termine tende a fallire; nella società attuale secondo gli evoluzionisti il corrispettivo della brama di risorse è quella per il denaro.


Narcisismo Maligno e Triade Oscura sono due aspetti molto particolari di narcisismo, possiamo definire il primo come l’espressione più violenta e psicopatologica dei due, mentre il secondo come la variante relativamente più “sana” o “adattiva”. Utilizzo ampiamente le virgolette data la particolarità del caso.


Esploriamo un po’ più a fondo questo tipo umano precisando un aspetto importante: parlo del “Narcisismo Maligno” e della Triade Oscura per correttezza scientifica ma questo più che essere un tipo di narcisismo è un disturbo di personalità maggiormente vicino all’antisocialità.


Questa forma di narcisismo ha alcuni aspetti narcisistici ma il quadro è a ben vedere diverso dal narcisismo vero e proprio, tanto che c'è chi (Dimaggio sotto citato e me incluso) non lo considera una forma di narcisismo.


Nel Narcisismo Maligno (Gasparre & Dimaggio; 2021). il senso di grandiosità è sostenuto non (come nel vero Narcisismo) dall’ammirazione dell’altro, bensì dal procurargli dolore e dal suscitargli timore. Hanno quindi un assetto sadico.


Di fatto in questi soggetti l’aspetto grandioso si mescola con l’aggressività, spesso con la violenza e con un vero e proprio senso di onnipotenza. Troviamo inoltre mancanza di sentimenti, perdita di contatto con il sé e il corpo, mancanza di contatto con la realtà, senso di onnipotenza, diffidenza verso gli altri, crudeltà.


Alex di “Arancia Meccanica”, per intenderci, potrebbe essere un buon esempio per descrivere di che tipo di soggetto stiamo parlando e soprattutto del perché, come clinici privati, non ne vediamo, in quanto chiaramente non sono persone che prendono in considerazione una psicoterapia.


La Triade Oscura (Paulhus e Williams, 2002) è fondamentalmente la variante relativamente “adattiva” della controparte Maligna. Si chiama in questo modo perché combina tre aspetti fondamentali:


Machiavellismo: manipolazione, immoralità, cinismo, concezione degli altri come oggetti, brama di potere.


Psicopatia: aggressività, scarsa empatia, incurante del dolore che infligge, impulsività, ricerca del brivido, eccitazione nel manipolare l’altro.


Narcisismo: grandiosità, vanità, arroganza, esibizionismo.


Gli individui con la Triade Oscura tendenzialmente hanno comportamenti ipersessuali, promiscui e comportamento feticistico e sadomasochistico. Questo è un po’ lo specchio evoluzionistico del predatore che sopravvarica il partner sessuale senza volersi coinvolgere intimamente.


Al contrario della variante Maligna, che è esplicitamente violenta, i maschi che hanno la Triade Oscura tendono ad essere considerati attraenti dalle partner femminili.


Sul lavoro invece sono tutt’altro che persone di successo: vanno male, rispettano poco le regole, sentono il posto di lavoro come necessariamente competitivo, lo vedono come poco prestigioso e la loro tendenza alla fretta ed all’impulsività li ostacola.


Questi soggetti sono incapaci di cooperare, inoltre, visto il deficit di empatia e non essendo dei grandi interpretatori della mente dell’altro, tendono ad avere successo nella manipolazione solo perché la operano talmente spesso che a volte il tentativo va a segno.



Narcisismo Overt


Il Narcisista Overt è una persona che si presenta agli altri come arrogante, dominante, pretenzioso. Chiaramente molto poco empatico, quando l’altro soffre tende a non voler vedere la sofferenza altrui.


Il suo stato emotivo principale è la rabbia ed ostenta un senso di successo ed eccellenza (Dimaggio et all, 2008).


L’Overt tende a manifestare spesso falsa umiltà, nel tentativo di rafforzare la sua immagine sociale. In molte relazioni ama manifestare il proprio schifo o il proprio giudizio sprezzante nei confronti degli altri, provando un velo di orgoglio e soddisfazione.


C’è un aspetto interessante che spesso impatta con la riuscita nella vita quotidiana e sul lavoro: gli Overt a volte sembra che agiscano “un po’ a caso”, tanto che a volte lo riconoscono pure loro che non sanno perché hanno fatto una determinata cosa. Questo è proprio un deficit nella pianificazione dovuto alla scarsissima autoriflessività del narcisista (Gasparre & Dimaggio; 2021).


Thomaes, Brummelman e Sedikides (2018) in una meta-analisi delineano tre aspetti cruciali del narcisismo overt: Self-enhancement, bisogno di ammirazione ed orientamento interpersonale antagonistico.


Questi tre aspetti sono intimamente collegati, e lo vedremo bene nella loro descrizione:


L’orientamento personale antagonistico è un po’ il quadro sopra descritto, quindi fondamentalmente una persona che si mostra in modo altezzoso, scarsamente empatica, talora manipolativa.



Il self-enhancement


La tendenza a percepirsi superiori agli altri sovrastimando in eccesso alcune proprie qualità (Bleske-Rechek et all.; 2008) o prestazioni (Farwell & Wohlwend-Lloyd; 1998).


L’Overt ha dei propri standard di performance particolarmente elevati e sente di avere una “corsia preferenziale” rispetto agli altri per raggiungere i propri scopi ed, in generale, nei fatti di vita. Gli standard morali invece, al di là delle frequenti intellettualizzazioni, tendono a non essere alti.


Come abbiamo sottolineato nell’articolo principale sul Narcisismo questi vedono il loro rapporto col mondo come una costante sfida e si rapportano con gli altri proprio su una base agonistica, utilizzando un sistema rigidamente di rango.



Il bisogno di ammirazione


Li porta a porsi al centro dell’attenzione, tendono a spiccare all’interno di un gruppo perché provano a dominare la conversazione (Buffardi e Campbell, 2008).


Il bisogno di essere ammirati a tutti i costi è talmente forte che se l’Overt non riceve l’apprezzamento che pensa di meritare reagisce con rabbia e sdegno (Moeller, Crocker e Bushman, 2009); questo aspetto suscita anche negli altri una probabile avversità che può riversarsi sul narcisista (Scopelliti, Loewenstein e Vosgerau, 2015).


Possiamo quindi vedere che da un lato il narcisista Overt tende ad aver bisogno degli altri, proprio per la sua fame di ammirazione, ma dall’altro ci si allontana sprezzante appena questi disconfermano le sue aspettative.



L’ambito sentimentale


E' problematico per i narcisisti Overt, i quali cercano di mettere in secondo piano l’aspetto affettivo e provano a trovarsi un “partner trofeo”, una persona da poter ostentare davanti agli altri, generalmente per le sue caratteristiche fisiche o di riconoscimento sociale (Horton e Sedikides, 2009).


La paura dell’intimità è legata al fatto che, col passare del tempo, la relazione ed i partner si mostrano nelle rispettive imperfezioni, il narcisista questo tende a non tollerarlo, quindi si mostra evitante.


Questa paura dell’intimità si nota anche nelle relazioni, magari sbocciate da poco, nelle quali alla prima lite o comunque quando la cosa inizia a consolidarsi, il narcisista Overt tende a voltare le spalle ed andarsene o a trovarsi una relazione parallela.



Narcisismo Covert


Il Narcisismo Covert mi sento di dire che è il sottotipo narcisistico più clinicamente interessante. E’ forse quello che nel mio piccolo vedo maggiormente e si tratta di persone le quali, almeno all’apparenza, non ricalcano l’idea di narcisista che troviamo nei manuali psichiatrici.


Il Covert è un personaggio apparentemente compiacente, timido, dal tono inibito, lo senti sensibile al giudizio ed alle critiche. C’è chi lo descrive come freddo ed evitante (Pincus & Lukowitsky; 2010). Anche in lui si trova una tendenza alla falsa umiltà.


Riferisce spesso di sentire una profonda distanza tra sé e gli altri ed ha difficoltà a mantenere relazioni stabili e profonde (Gasparre & Dimaggio; 2021).


Il narcisista Covert appare spesso come un depresso, un fobico sociale, talora un ossessivo ma dietro questa maschera si scoprono i suoi temi massimali e narcisistici.


Come la sua controparte decisamente più chiassosa l’Overt sogna la grandiosità ed ha fantasie grandiose ma è troppo inibito e decide di non esporsi (Cooper e Ronningstam; 1992); dal mio punto di vista spesso non fa quel passo in avanti perché l’azione stessa lo definirebbe, ovvero metterebbe in luce anche i suoi aspetti fallaci e questo lui non può tollerarlo.


L’Overt quindi non sceglie l’attacco nel suo tacito mondo agonistico, bensì la fuga e l’evitamento sociale; se io scappo è vero che non raggiungo la grandiosità, ma per questa c’è sempre tempo e le fantasie possono essere illibate; è la realtà che ti sporca le mani e “gli altri sono tutti lì a giudicarti” pensa il Covert.


Il giudizio altrui è talmente schiacciante da fargli provare vergogna, imbarazzo, paura, e questo lo gela e lo immobilizza quasi fisicamente nella sua Torre d’Avorio (termine che oggi è sostituito da “caverna” o “capanna”, ma il senso è lo stesso) nella quale è libero di esaltarsi con propositi di gloria.


Campare di sfavillanti propositi però vuol dire non andare avanti nella vita, può voler dire farsi passare davanti agli occhi dei treni che tecnicamente era bene non lasciarsi scappare; e questo porta all’inedia e alla depressione, al senso di vuoto, all’insoddisfazione esistenziale.


Spesso nel suo isolamento il Covert si crogiola nell’invidia e nella rabbia, sogna di superare gli altri ma ahimè non muove concretamente un passo.



CONCLUSIONI: NARCISISMO ED AUTOSTIMA



Nella sua psicologia il Narcisista chiaramente ha un’autostima o bassa, come nel caso Covert, o instabile, oscillante, come nel caso Overt. L’autostima è intesa come il peso che diamo a noi stessi, alla nostra capacità di interagire col mondo e la qualità che ci diamo come individui.


La fantasia narcisistica, l’autoelogio, la ricerca dell’apprezzamento sociale è quindi un modo attraverso il quale una persona con un’autostima fragile prova a darsi un valore. Data la carenza di empatia, molti di questi lo fanno con modalità che indispettiscono o fanno soffrire chi li circonda.


 

BIBLIOGRAFIA



Beheary, W. (2013). Disarmare il narcisista. ISC Editore.


Paulhus, D.L. (2014). Toward a Taxonomy of Dark Personalities. Current Directions in Psychological Science, 23(6), 421–426.


Paulhus, D.L., & Williams, K.M. (2002). The Dark Triad of personality: narcissism, machiavellianism, and psychopathy. Journal of Research in Personality, 36, 556–563.


Dimaggio, G., Nicolò, G., Fiore, R., Pedone, R., Popolo, R., Centenero, E., Semerari, A. & Carcione, A. (2008). States of minds in narcissistic personality disorder. Three psychotherapy patients analysed through the Grid of Problematic States. Psychotherapy Research, 18, 466-480.


Thomaes, S., Brummelman, E., & Sedikides, C. (2018). Narcissism: A social-developmental perspective. In V. Zeigler-Hill & T. K. Shackelford (eds.), The SAGE handbook of personality and individual differences: Applications of personality and individual differences (p. 377–396).


Farwell, L. & Wohlwend-Lloyd, R. (1998). Narcissistic processes: Optimistic expectations, favorable self-evaluations, and self-enhancing attributions. Journal of Personality, 66, pp. 65-83.


Bleske-Rechek, A., Remiker, M. W., & Baker, J. P. (2008). Narcissistic men and women think they are so hot…but they are not. Personality and Individual Differences, 45,420-424.


Buffardi, L.E., & Campbell W.K. (2008). “Narcissism and social networking web sites”. Personality and Social Psychology Bulletin, 34, 1303-1314.


Moeller, S.J., Crocker, J., & Bushman, B.J. (2009). “Creating hostility and conflict: Effects of entitlement and self-image goals”. Journal of Experimental SocialPsycholog y, 45, 448-452.


Scopelliti, I., Loewenstein, G., & Vosgerau, J. (2015). “You call it ‘self-exuberance’, I callit ‘bragging’: Miscalibrated predictions of emotional responses to self-promo-tion”. Psychological Science, 26, 903-914.


Horton, R.S., & Sedikides C. (2009). “Narcissistic responding to ego threat: When thestatus of the evaluator matters”. Journal of Personality, 77, 1493-1525.


Anna Gasparre e Giancarlo Dimaggio (2021).Il disturbo narcisistico di personalità. Concettualizzazione del costrutto, rassegna empirica sull’efficacia dei trattamenti, principi e suggerimenti per una buona pratica clinica.


Pincus, A.L., & Lukowitsky, M.R. (2010). Pathological narcissism and narcissistic personality disorder. Annual Review of Clinical Psychology, 68, 943–953.


Cooper, A. M., & Ronnigstam, E. (1992). Narcissistic personality disorder. In A. Tasman & M.B. Riba (Eds), American Psychiatric Press Review of Psychiatry (pp. 80-97), Vol. 11. Washington: American Psychiatric Press.


 

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