• Paolo Mirri

La relazione terapeutica Costruttivista: quando l’Uomo è Scienziato

Aggiornamento: 2 ago 2021

Questo articolo è particolarmente rappresentativo del tipo di relazione che caratterizza il tipo di psicoterapia che faccio io. Stabilire dei ruoli in psicoterapia vuole dire, in buona parte, definire quale tipo di relazione impostiamo durante l’esperienza sul setting (ovvero nella dimensione fisica ed emotiva della terapia).

Ebbene si, la psicoterapia non è una relazione come quella con un amico, lo psicoterapeuta può avere uno stile amichevole, ma i ruoli sono estremamente diversi. A livello comportamentale la relazione terapeutica si vede molto bene. Chi ha già vissuto una psicoterapia sa bene che in quel contesto è il paziente che parla di sé, lo psicoterapeuta in genere pone domande, talora fa affermazioni, molto raramente parla di sé. Questo molto spesso non si fa con un amico, ed ovviamente in psicoterapia vengono delineati degli obiettivi terapeutici.

Voglio parlarti di un sistema di ruoli piuttosto peculiare che si ritrova nel mio approccio, che io sempre di più definisco “Cognitivo-Costruttivista” in senso lato, in quanto sono Post-Razionalista di base, ma mi lascio molto volentieri “contaminare” da approcci e da prospettive di altri approcci coerenti col mio.

La relazione terapeutica e il paradigma dell’Uomo Scienziato

Quel “Costruttivista” è molto importante nel tipo di relazione che intreccio con un paziente. E nella definizione dei ruoli che imposto nel mio lavoro psicoterapico mi rifaccio in modo radicale al Paradigma dell’Uomo Scienziato di George Kelly (1955).

Prima di parlarti del tipo di rapporto psicoterapeutico voglio dirti molto sinteticamente cosa vuol dire “Costruttivismo”. E’ un assunto filosofico oltre che psicologico, fondamentalmente delinea un primato dell’interpretazione umana sulla realtà che ci circonda. Ciò che noi chiamiamo “realtà” non è universalmente data, è frutto della nostra interpretazione, quindi non è indipendente dal soggetto che la legge tramite le sue lenti. L’Uomo quindi è un attivo interpretatore del mondo, carpisce una serie di stimoli e sceglie quelli che maggiormente convalidano la sua concezione di sé stesso e del mondo stesso. Non esiste quindi una sola realtà, ma infiniti multiversi quanti sono i soggetti pensanti.

Quali sono i ruoli di paziente e terapeuta?

Pensa quindi, quale potrebbe essere il ruolo del paziente in seduta?

Se lui stesso è il creatore della realtà allora in seduta non può altro che essere lo Scienziato. Esatto, in una psicoterapia Costruttivista il paziente è lo scienziato, perché si parla della sua di realtà, di come lui le dona un significato, ed è lui stesso che la crea ed è lui stesso che la può cambiare. E’ una prospettiva, mi rendo conto, che insigne il paziente di un ruolo tutt’altro che passivo, anzi, lo rende direttamente soggetto attivo e fautore del suo cambiamento.



Detto questo chiediamoci: se il paziente è lo Scienziato, chi è il terapeuta? Nella relazione terapeutica di questo tipo lo psicoterapeuta è un Tecnico, o meglio, uno Specchio.



Lo psicoterapeuta rimanderà al paziente degli spunti di riflessione o farà delle domande che possano aiutarlo in una maggiore lettura interna. Questo non vuol dire necessariamente che si applichino chissà quali tecniche o che l’approccio sia notevolmente tecnico, ma che nella relazione terapeutica in psicoterapia, il professionista dovrà trovare i canali per aiutare il paziente nel suo lavoro su di sé.



 

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