• Paolo Mirri

Cos'é l'amore? In psicoterapia cognitivo comportamentale si parla di amore?

Aggiornamento: 14 feb

Trattare dell’amore in un articolo scientifico inevitabilmente cancella buona parte della poesia e del dramma che si trova insito in questo dominio affettivo. L’amore è stato trattato più dagli artisti che dagli psicologi, i quali si ritrovano in imbarazzo ed esitano a dare una forma a ciò che ritengono così coinvolgente.


Forse, come ci ricorda Dante Alighieri nella sua Commedia, nell’amore c’è una componente Sacra, ed è un aspetto della nostra vita a ponte fra il mondo terreno (quindi anche quello della psicologia) ed il mondo dello spirito (del quale la psicologia fa bene a non occuparsi).


In questo mondo così al limite di queste due dimensioni è molto difficile muoversi scientificamente, ed ancor di più con rigore, è questo aspetto così di confine ed al contempo così coinvolgente che a mio avviso ha posto molti psicologi nell’imbarazzo e li ha portati a non trattare dell’amore nelle loro teorie.


Nonostante tutto ciò nella psicoterapia cognitivo comportamentale, e più specificamente, nel Costruttivismo Post-Razionalista abbiamo provato a dare un senso a questo tipo di esperienza, e per quanto possibile a definirla rispettando le innumerevoli sfumature che porta con sé.


Voglio, come spesso faccio, aprire con una precisazione: se parlo di Amore, voglio trattare solo di ciò che ritengo la vera forma dell’amore, ovvero quello Romantico. L’amore legato alla ricerca e allo strutturare un’eventuale relazione di coppia con un’altra persona.


Inoltre voglio sottolineare che appoggio in buona parte la visione Costruttivista dell’amore, ma mi ci discosto su alcuni aspetti che provo ad integrare con quelli appartenenti ad altri modelli.



Cos'é l'amore?



Vittorio Guidano, il padre del Post-Razionalismo ha improntato in modo abbastanza coerente la sua teoria sul concetto di amore (atti convegno Siena, 2012): quando parlava dell’amore si riferiva ad esso come uno “spazio emozionale” di vita degli animali intersoggettivi.


Secondo Guidano le emozioni dell’essere umano originano dalla qualità dell’attaccamento che l’individuo ha potuto esperire nei principali momenti di sviluppo con le sue figure principali di accudimento, generalmente i genitori.


Il rapporto con i genitori ha quindi plasmato le emozioni della persona, l’ha portata a percepire il mondo in un modo condizionato da queste e al contempo con una chiave di lettura squisitamente personale.


Dalla qualità dell’amore genitoriale quindi iniziamo a strutturare le lenti con le quali interpretiamo noi stessi e le cose che ci circondano. Attraverso queste diamo un senso a tutto e creiamo la trama narrativa della nostra vita.


Per "qualità" dell'amore intendo un accudimento nel quale il genitore si rapporta al figlio orientandosi ai bisogni di quest'ultimo. Un figlio quindi che è soggetto e non oggetto.


Nel Post-Razionalismo emozioni e pensiero si ordinano nel modo in cui il vissuto momentaneo possa essere sempre dotato di un significato più o meno concreto.

Da quanto abbiamo sostenuto precedentemente, quindi, l’amore ha un ruolo principe nella vita affettiva dell'individuo, ovvero possiede la funzione di ordinatore centrale delle nostre emozioni.



Il rapporto con l'Altro



Innamorarsi in questa chiave di lettura cognitivo comportamentale non è, come vuole passare il senso comune, un atto “rivoluzionario”, né in alcun modo un processo di cambiamento personale.


L’innamoramento è il radicarsi ancora più profondamente sulle proprie convinzioni di base su Sé stessi e sull’Altro. E' il moto autoconservativo più radicale che possa esser concepito in natura.


Possiamo ben notare come nelle relazioni di coppia gli innamorati si mostrano in tutti i loro lati, da quelli più accoglienti sino ai più controversi, e praticamente sempre in modo amplificato rispetto alle altre relazioni.



Come mai nel rapporto con l’Altro dobbiamo radicalizzarci così strenuamente sul nostro mondo interno?



Parliamo di relazioni intime. Aprirsi all’Altro vuol dire aprirsi ad un altro mondo. Vuol dire creare una coppia cercando punti di incontro su mondi totalmente differenti le cui assonanze, spesso illusorie, sono lette in modo assolutamente autoreferenziale.


L'innamorato cerca dalla coppia un senso di accudimento profondo che non trova risoluzione se non un parziale completamento con l’Altro. Al contempo è preso dalla necessità di rimarcare il proprio senso di individualità sul senso di coppia che lo assorbe così fortemente.


Il gioco della coppia quindi è l’oscillare tra allontanamento e ricerca della propria individualità e vicinanza e ricerca dell’accudimento dell’altro. Tutto ciò attraverso le proprie modalità strutturate nel tempo e filtrato dalla propria visione delle cose.


Aprirsi all’Altro dato che implica ricercare accudimento vuol dire quindi lavorare sulla fiducia, che spesso significa creare delle basi razionali sulle quali poggiare la relazione. Ancora più spesso però vuol dire essere coscienti di che effetto ci fa l’altra persona, se questa ci suscita emozioni che vanno o non vanno contro il nostro modo di essere.



L'amore e la psicoterapia



Cosa sarà di noi senza lui o lei?


Attraverso l’amore prendiamo consapevolezza che noi non bastiamo a noi stessi, che abbiamo delle zone di incompletezza personali dolenti e che sono lenite dalla vicinanza con qualcuno che non siamo noi.


La vicinanza con l’altro invece ci sposta su un piano, se vogliamo, di dipendenza e si fanno sentire altre aree dolenti che rimanevano sopite dal momento che vivevamo l’illusione di bastare a noi stessi.


L’innamorato quindi oscilla verso l’allontanamento quando si sente troppo coinvolto nella relazione, per recuperare gli aspetti identitari che sta soffocando avvicinandosi.


E’ tra questo moto perpetuo di distanze che si trova lo spazio dell’amore, perché queste riflettono i bisogni sufficientemente accolti e violati degli amanti.


In psicoterapia questi aspetti sono centrali. Una psicoterapia è l'analisi delle dinamiche affettive dell'individuo, quindi si parla di amore continuamente. Da quanto abbiamo detto finora possiamo ben comprendere che parlare di amore significa parlare di sofferenza, bisogni violati, sintomi psicologici, solitudine o troppa vicinanza.


La psicoterapia aiuta ad elaborare questi temi, aiuta l'individuo ad oscillare più armonicamente sul gioco di distanze imposto dall'amore.


 

BIBLIOGRAFIA


Atti del XIII CONVEGNO DI PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA POST-RAZIONALISTA "All You Need is Love": La Rilevanza dello Stile Affettivo in Psicoterapia Post-Razionalista (Siena,2012).


 

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