• Paolo Mirri

Lo psicologo Post-Razionalista cosa fa?

Aggiornamento: 20 feb

In questo articolo proviamo ad affrontare semplicemente cosa succede in una seduta dallo psicologo. Per la precisione cosa fa lo psicologo Post-Razionalista, ovvero il metodo di lavoro che maggiormente utilizzo nei miei studi di psicoterapia a Livorno e Piombino.


In realtà dallo psicologo non si fa nulla di strano, concretamente possiamo dire che si parla dei propri problemi. La maggior parte delle persone vanno dallo psicologo psicoterapeuta, prima di tutto, per trovare un ascolto “a tutto tondo” sulle loro preoccupazioni e i loro dolori. Lo psicologo gli offre questa possibilità: un’ora per essere ascoltati.

Questo aspetto razionalmente può sembrare banale, ma chi effettivamente può dire di non avere delle questioni irrisolte e di avere un’ora alla settimana da spenderci con una persona che li ascolta in modo non giudicante ed accoglie l’emotività dietro le parole di dolore?

Fino a qui si delinea una relazione di ascolto entro la quale il paziente parla di Sé e lo psicoterapeuta lo ascolta. Questa però è solo una parte di questo tipo di lavoro perché questa emotività che emerge nelle sedute deve essere utilizzata dalla coppia paziente-psicoterapeuta in modo il più possibile costruttivo.


Il vero aspetto psicoterapeutico sopraggiunge proprio qui: si parla del problema, ci si cala nel problema, si accoglie l’emotività e ci si orienta a costruire una lettura più complessa e poliedrica del problema stesso.

Affrontare il problema con lo psicologo

E’ proprio l’aspetto di entrare nel problema stesso, gradualmente ma senza evitarlo. Poi vi sarà quello della ricostruzione, che costituisce un punto psicoterapeutico cruciale nella relazione Post-Razionalista.


Il paziente infatti andrà dallo psicoterapeuta per essere ascoltato, ma dovrà, insieme a questo, lavorare sul suo problema interno al fine di trovarne una risoluzione o comunque per stare meglio.


E in questa fase lo psicologo cosa fa?


Lo psicoterapeuta rispetto a tutto ciò curerà tutti gli aspetti tecnici e restituirà al paziente, di volta in volta, cosa emerge dal colloquio clinico.


Il paziente nel suo ruolo sarà portato, come ho detto prima gradualmente e con i giusti tempi, a parlare di Sé. Dal canto suo dovrà rispettare gli adempimenti contrattuali, ovvero il presentarsi alla seduta ed il pagamento.


Un altro aspetto importante sta proprio dietro il concetto di percorso psicoterapeutico.


Ci sono sedute più o meno coinvolgenti. E' chiaro che non è quasi mai possibile (né a mio parere sensato) mantenere in ogni seduta una tonalità emotiva “elevata”, spesso ci sono sedute molto discorsive ed emotivamente più blande.


Ciò che conta è il percorso che il paziente fa col terapeuta, nel tempo, e come riesce poi ad articolare con maggiore elasticità e complessità la sua visione di Sé.


Per chiudere quindi lo psicologo aiuta il paziente ad esprimere con maggiore coerenza i propri vissuti, lo aiuta a viverli senza evitarli e questo con maggiore autocoscienza.


Il paziente mano a mano vivrà il proprio malessere non come una malattia, ma come una fase transitoria della sua vita, Come un periodo di vita nel quale si è entrati ma dal quale se ne può uscire avendo imparato qualcosa su Sé stessi e forse sugli altri.

 

Condividi l'articolo!

11 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti