• Paolo Mirri

I bambini ed il Covid: quali segni devi tener di conto per ricorrere ad uno psicologo infantile?

Aggiornamento: 2 ago 2021

Prima di entrare nell’argomento che concerne il rivolgersi a uno psicologo per bambini, introduciamo un discorso relativo al periodo in cui viviamo. Il nuovo coronavirus e le misure restrittive hanno innescato la così detta Pandemic Fatigue, l’affaticamento che da un anno continua ad aggravarsi, ad oscillare insieme al mutare delle misure di precauzione ed alla paura del contagio.

Le persone sono stanche, manifestano sintomi, hanno comportamenti nei quali fino ad un anno fa non si sarebbero riconosciuti. Questa condizione di paura della morte, del contagio dei propri cari e della progressiva insofferenza verso le misure molto rigide alle quali siamo sottoposti, ha pesato notevolmente sulle difese psicologiche individuali e familiari. C’è un tema però che i mass media hanno solo parzialmente toccato, sicuramente non tanto quanto quello biomedico del contagio: la sofferenza dei più giovani. Quella dei bambini.

Come i bambini esprimono il loro disagio da Coronavirus

I bambini, da ciò che ci suggerisce la scienza medica, sono molto meno vulnerabili alla malattia da coronavirus, ma anch’essi devono sottostare alle misure restrittive onde evitare il più possibile la diffusione del virus.

In questo articolo parlerò di come i bambini stiano facendo sentire la loro voce, una voce più silente, ahimè socialmente meno ascoltata. Una voce che molto spesso non usa il linguaggio delle parole per esprimersi, ma usa il corpo, usa il comportamento, e con le sue emozioni comunica alle emozioni prima che alla ragione di noi adulti. Questi segni possono turbare notevolmente il genitore, che può sentirsi preoccupato per la serenità di suo figlio e al contempo non riuscire a comprendere le ragioni per le quali sta esprimendo tali comportamenti.

Psicologo per i bambini: quando è utile rivolgersi a un professionista

Descriverò brevemente i segni più comuni che i bambini possono esprimere per comunicare il loro disagio. Non offrirò una “traduzione” di questi segnali, questi hanno una valenza molto soggettiva, e questa potrà trovare una semantica nello studio di uno psicologo per bambini, se il messaggio non riesce a passare al genitore.

Elenco sotto i segni più comuni che potrebbero indicare un disagio soggettivo del bambino (i segni qui riportati sono una rassegna di sintomi le cui fonti bibliografiche sono citate a fine articolo).



I segnali


Il comportamento del bambino è radicalmente cambiato in quest’ultimo periodo, si stenta quasi a riconoscerlo. Ecco quando potrebbe essere necessario rivolgersi a uno psicologo per bambini:

  • Aumento dell’irritabilità/irrequietezza

  • Difficoltà a separarsi dai genitori

  • Sonno disturbato, insonnia, incubi, difficoltà a svegliarsi

  • Problemi nell’alimentazione

  • Somatizzazioni (accusare problematiche/dolori fisici)

  • Senso di mancanza d’aria

  • Comportamenti regressivi come voler dormire nel letto con i genitori o riproporre giochi o comportamenti di quando erano più piccoli

  • Problemi nella concentrazione

  • Netto calo nelle prestazioni scolastiche

  • Giochi, disegni, pensieri ricorrenti riguardanti il coronavirus

  • Apatia e progressiva mancanza di interessi

  • Aumento delle paure e fobie

  • Encopresi / Enuresi (fare i bisogni nel letto)

  • Utilizzo improprio dei social network

  • Scarsa collaborazione con gli adulti

  • Ossessione per la pulizia

  • Conclamata sintomatologia psichiatrica (ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress, psicosi)

  • Autolesionismo

Conclusioni

Voglio terminare questo articolo rimarcando un fatto: dove il bambino non arriva con le parole per parlare di sé stesso, delle sue necessità, dei suoi desideri e delle paure, di ciò che gli è stato portato via, giunge ad esprimere dei comportamenti apparentemente irragionevoli e con la forza dei sintomi. Questi sono un urlo per farci capire che le cose non vanno, ed esprimono il bisogno irrinunciabile, legittimo e fondamentale per la crescita, di ascolto e comprensione da parte di un adulto.

La nostra società non è ancora riuscita a dare eco e ad accogliere questo urlo dei bambini, soprattutto in questo anno di pandemia e di misure restrittive.

Lo dico con amarezza: quantomeno a livello sociale abbiamo ampiamente anteposto noi adulti a loro.

In conclusione, gli adulti provino ad ascoltare, aiutino il bambino a trovare le parole e dove la comunicazione sia difficile da tradurre o la sofferenza sia intensa, contattino uno psicologo per bambini.



 

BIBLIOGRAFIA

Intervista da parte di Istituto Bruno Leoni a Stefano Vicari, primario all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il video: https://www.youtube.com/watch?v=PuIuCnT0tyo

Liu JJ, Bao Y, Huang X, Shi J, Lu L. Mental health considerations for children quarantined because of COVID-19. Lancet Child Adolesc Health 2020;4:347–9.

“Children at risk of lasting psychological distress from coronavirus lockdown”: Save the Children

FormatNews and Press Release Source Save the Children Posted 7 May 2020 Originally published 8 May 2020. Link: https://reliefweb.int/report/world/children-risk-lasting-psychological-distress-coronavirus-lockdown-save-children

http://www.gaslini.org/wp-content/uploads/2020/06/Indagine-Irccs-Gaslini.pdf

 

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