• Paolo Mirri

Psicoterapia di coppia razionalista: migliorare la comunicazione lavorando sulle false credenze

Aggiornamento: 20 feb

Nel mio studio a Livorno e Piombino, oltre alle psicoterapie individuali, faccio anche psicoterapia di coppia. In questo articolo voglio dare un abbozzo di quello che è una psicoterapia di coppia in ottica cognitivista classica, altrimenti detta standard o Razionalista (Beck, 1988).


Andremo prima a delineare da cosa può essere sostenuto un funzionamento problematico di una coppia secondo questa visione della psicologia e quindi darò un’idea di come potrebbe essere un ipotetico intervento.

Voglio comunque aprire con una precisazione: io applico abbastanza raramente la teoria Razionalista nelle mie psicoterapie. In genere prendo “in prestito” da questa alcune tecniche, alcune mosse terapeutiche, ma mi rifaccio prevalentemente al modello Post-Razionalista che non è affrontato in questo articolo.


Partiamo dal presupposto che una coppia è formata da due individui con due, spesso, indipendenti, storie di vita passata. Questi hanno quindi maturato una loro struttura di personalità che va a influire su come loro concepiscono la vita di coppia e il loro modo di vivere una reciprocità.

Le credenze irrazionali nella coppia

Secondo la psicologia Razionalista dietro ad un problema di coppia troviamo le credenze irrazionali che i membri della coppia hanno sviluppato nella loro vita precedente alla formazione della coppia stessa.


Tutti noi abbiamo delle credenze irrazionali che formano la base della nostra personalità e che guidano le nostre emozioni e le nostre azioni. E quindi il significato che diamo alle relazioni.


Ti propongo alcuni esempi inventati di credenze irrazionali che potrebbero essere abbastanza comuni e fonte di problematiche relazionali.

Un esempio potrebbe essere: “non posso fare affidamento su nessuno”


Questo tipo di idea non è razionale in quanto è totalizzante, la persona che la vive nel suo profondo vivrà un senso di sfiducia generalizzato. Tendenzialmente sarà portata a provare o ansia o rabbia in determinati contesti sociali.


Avrà quindi un atteggiamento circospetto nei confronti delle persone, e sarà portata a fraintendere molti comportamenti (anche del partner) che sono rivolti nei suoi confronti attribuendogli un significato ostile.


Altro esempio: “devo aiutare il mio partner a risolvere i suoi problemi per essere una brava persona”


Anche in questo caso la convinzione non è razionale, troviamo un tema di doverizzazione, piuttosto inflessibile. Questo necessariamente, senza sfumature, implica un giudizio abbastanza totalizzante sulla propria persona in termini qualitativi.


La persona sarà quindi portata ad accondiscendere alle necessità dell’altro secondo i propri o quelli che suppone siano gli altrui desideri. Facendo questo sacrificherà alcuni suoi bisogni che non rientreranno nella dialettica con l’altro.

Come funziona la psicoterapia di coppia Razionalista

Nella psicoterapia di coppia Razionalista andiamo a modificare queste credenze profonde, senza eradicarle del tutto. Miriamo con la persona a flessibilizzarle al fine di potersi adattare meglio a condizioni di coppia che possono essere le più varie e che necessariamente implicano una dialettica, dei conflitti e delle negoziazioni.

Rispetto ad altre forme di psicoterapia emerge effettivamente un approccio abbastanza tecnico. Si propongono esercizi da fare a casa, da soli o con il partner e talora vi sono veri e propri training comunicativi. In questi si prova a comunicare meglio i propri bisogni e le proprie preoccupazioni al proprio compagno o alla propria compagna.


In questo tipo di psicoterapia, mi sento di dire come in ogni psicoterapia cognitivista, inizialmente viene fatta un’analisi della situazione attuale prendendo in esame gli individui che compongono la coppia.


Viene poi effettuata un’analisi del conflitto in corso e delle risorse che presenta la coppia.


Successivamente abbiamo tutto l’intervento sulle convinzioni irrazionali. Ovvero come identificarle individualmente nella vita quotidiana e successivamente, una volta flessibilizzate, come comunicare i propri bisogni all’altro in un modo più efficace e più costruttivo.

Le sedute in questo tipo di psicoterapia hanno cadenza settimanale e spesso sono affrontate in coppia.


Può essere possibile che lo psicoterapeuta richieda delle sessioni individuali. Questo al fine di far esprimere separatamente ai partner dei contenuti che non se la sentono, in quel momento, di affrontare nella coppia, ovviamente il tutto sostenuto dal massimo rispetto per la privacy.


L’ampia gamma di tecniche che si possono utilizzare in questo approccio lo rendono da un lato forse un po’ “pedagogico”, ma dall’altro molto utile per contaminare altri tipi di approcci (come quello Post-Razionalista) meno tecnici, più narrativi, talora per potergli donare una maggiore concretezza.

 

BIBLIOGRAFIA

Beck A. T. (1988), Love is never enough, Harper & Row, New York



 

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