• Paolo Mirri

La psicologia fai da te si diffonde, ma potrebbe portarti a sottovalutare il problema, scopri perché

Sono sicuro che tu, lettore, numerose volte abbia sentito parlare di qualcosa che suona più o meno così:

Adesso ti insegnerò le 3 tecniche di psicologia per gestire la tua ansia!”

Hai gli attacchi di panico? Con questi 5 consigli puoi gestirli e vivere bene!”

I consigli dello psicologo per gestire la tua depressione.”

Cosa farne di queste preziosissime informazioni? Molto semplice, passa oltre.

Ti spiego perché.

La psicologia, come tutte le altre scienze, si diffondono nella collettività, sul web e nella letteratura, diffondendo informazioni più o meno qualificate. Pure io lo faccio, scrivo informazioni su un sito e divulgo materiale che vuole essere semplice, il più possibile conciso, ma sufficientemente attendibile.

Come lo faccio io lo fanno in tanti e, ahimè, a volte a qualcuno la cosa sfugge un po’ di mano. Questo non solo nel campo della psicologia, ovviamente. Nell’epoca dell’informazione questo fenomeno immagino sia presente in molte categorie. Io, ad ogni modo, mi riferisco alla mia professione per sfatare qualche falsa illusione che potrebbe essere controproducente. Ti spiego quindi perché sono informazioni di scarso valore, inutili e talora dannose.

1. Inducono indirettamente all’autodiagnosi

Prendiamo l’ipotetico messaggio: “Hai gli attacchi di panico? Con questi 5 consigli puoi gestirli e vivere bene!” Ok, tu che non sei psicologo, come fai a sapere se effettivamente quello che stai provando è panico?

Mi potresti controbattere: “Beh mi sono visitato quaranta siti di psicologi, di medicina, mental coach, ho consultato Wikipedia, e ho visto che i miei sintomi combaciano con quelli del panico.”

Forse è pure così, ma ti posso assicurare che una diagnosi fatta bene non si fa solo sull’insieme di sintomi che presenta un paziente, altrimenti che si studierebbe a fare anni all’Università, ai tirocini ed alle Scuole di Specializzazione?

Il punto è il perché si esprime un certo sintomo o malessere. Ed è lì che entra in gioco l’alleanza tra specialista e paziente. Se non fosse così basterebbe una banale tecnica fai-da-te per risolvere il problema, no?

2. Psicologia fai da te: fantascienza

Invece passare tempo su internet a cercare le 5 tecniche segrete di psicologia fai da te per domare l’insonnia, l’ansia o annientare le ossessioni, pensa molto concretamente alla spesa sanitaria che gli Stati Europei devono sostenere soltanto per i disturbi mentali diagnosticati (quindi non tutti, bensì solo quelli che sono stati riconosciuti come tali e lasciando fuori tutte le condizioni di sofferenza relazionale però non esplicitamente sintomatiche).

La spesa Europea solo per i disturbi mentali diagnosticati ammonta alla modica cifra di 600 miliardi di euro. Seicento miliardi. Più del 4% del PIL Europeo (OECD, 2018) .

Detto questo la domanda aperta che lascio qui è più che superflua: non credi che se esistesse una qualsivoglia tecnica miracolosa contro il “disturbo mentale” gli Stati Europei non l’avrebbero già diffusa a reti unificate?

3. La tecnica non fa la terapia

Ora un aspetto un po’ più tecnico che va a chiarire come mai vi siano tecniche in psicologia, dato che abbiamo fugato ogni dubbio che tecniche miracolose non esistono. La tecnica in psicoterapia è un sistema accessorio alla terapia stessa, ovvero uno strumento che si può utilizzare in favore degli obiettivi che si sono delineati. La tecnica quindi al di fuori della relazione psicoterapeutica ha ben poco senso.

Ti faccio un esempio abbastanza calzante: Sala operatoria. Il chirurgo è lo psicoterapeuta, il paziente è sul lettino e si fa operare, ma al contempo regge il monitor al chirurgo (sennò il chirurgo non vede e non sa dove andare) e gli inclina lo schermo in varie direzioni offrendogli varie prospettive perché il suo problema ha molte sfaccettature; la tecnica è il bisturi. E in questa sala chirurgica psicoterapeutica ci sono tanti bisturi che possono andar bene per alcuni, per altri no, e per altri ancora si può operare semplicemente parlando.

A cosa serve quindi il bisturi senza il chirurgo o un paziente che sappia come inclinare il monitor per guardarsi dentro?

In conclusione: non esistono tecniche di psicologia fai da te che possano aiutare un paziente. Esistono psicoterapeuti che conoscono tecniche e le sanno applicare ed eventualmente le insegnano, quando ritengono opportuno, sempre all’interno della relazione terapeutica.

Un sintomo è un elemento umano che ci indica quali sono i nostri bisogni, non si può sminuire come un fastidio provandolo a gestire con qualche tecnica o trucchetto inventato di sana pianta. La psicoterapia è ben altro, ed è una cosa seria.

 

BIBLIOGRAFIA


https://www.oecd-ilibrary.org/sites/health_glance_eur-2018-4-en/index.html?itemId=/content/component/health_glance_eur-2018-4-en



 

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