• Paolo Mirri

Il ritardatario cronico.

Aggiornamento: 13 feb

Molto probabilmente, anche solo leggendo il titolo, ti stai prefigurando qualcuno che conosci. Oppure pensi: “beh, qui si parla proprio di me!” ed effettivamente è facile che sia così, perché i ritardatari cronici sono molti e saltano particolarmente all’occhio.


Generalmente il ritardo è un fatto relazionale che instilla nell’altro fastidio, rabbia o ansia quindi molte persone tendono a non voler ritardare per senso di imbarazzo.


Tuttavia è abbastanza comune non essere puntuali ed in questo articolo non parlo del ritardo occasionale, bensì di quello ripetuto, quello che ci fa fare delle domande del perché venga così tanto esercitato.



Perché quindi molte persone tendono a farsi attendere così cronicamente?



Ovviamente non c’è una vera e propria “psicologia dei ritardatari cronici” ma pareri, più o meno conformi tra loro, che possiamo farci riguardo alle loro motivazioni.


I ritardatari cronici non sono tutti uguali. Sono molti ed hanno motivazioni diverse, iniziamo a dividerli in due categorie: il ritardatario del “quarto d’ora” (quello che lo attendi ma poco) ed il ritardatario vero e proprio, che arriva dopo ore.


Ti elenco quelle che secondo me possono essere le motivazioni più comuni per un ritardo ripetuto ed andremo a delineare i vari tipi umani (categorie inventate da me) di ritardatari cronici.



Le motivazioni dei ritardatari cronici



  • Disorganizzazione


Quando ci riferiamo alla disorganizzazione intendiamo un comportamento la cui pianificazione entra in conflitto con l’organizzazione esterna delle cose.


Mi possono venire in mente tre tipi estremamente diversi di disorganizzazione:



Il disordinato


Questa tipologia di ritardatario è disorganizzato su molte cose, non solo sugli appuntamenti. Ci sono persone che non pianificano e quindi poi si ritrovano in difficoltà con gli impegni della vita quotidiana. Il loro problema è che prima ancora di riuscire ad organizzarsi all’esterno, hanno un’estrema difficoltà a trovare loro un proprio ordine.



Il puntiglioso


Una persona con i suoi atti rituali che non esce di casa senza aver controllato tutto. L’atto stesso del controllo ripetuto è ciò che lo fa ritardare, perché sarebbe puntuale, ma poi si trova in difficoltà con gli imprevisti più comuni come ad esempio il traffico.



Attacco ansioso


Durante uno scompenso ansioso è probabile che venga intaccata la working memory, ovvero la capacità di pianificare a breve termine, date le numerose ed intrusive preoccupazioni. Una persona in un periodo di stress cronico o durante una crisi d’ansia potrebbe ritardare proprio per un problema costituzionalmente legato alla sua intensa sofferenza.



  • Ricerca di attenzioni


E’ chiaro che se non mi presento all’appuntamento, il pensiero di chi mi aspetta si rivolge più intensamente a me. Quindi se ritardo è molto probabile che attiro l’attenzione dell’altro, si parla di me.


In questo specifico caso ci vedo più coloro che fanno il ritardo da un quarto d’ora, o anche meno. Coloro che giocano, più che su un’attesa estenuante, sull’aspettativa lievemente frustrata.

Instillare quel leggero senso di fastidio che verrà compensato dalla gratitudine quando appaiono.


Qui segnalo due tipi di richiedenti di attenzioni, spesso queste due tipologie sono coesistenti nella stessa persona.



Il bisognoso d’aiuto


Se faccio in ritardo allerto l’altro. Esprimo il mio disagio fisicamente, drammaticamente, prima col corpo (la mia assenza) poi eventualmente a parole. Tarderò quindi primariamente con la persona o col gruppo che ha un significato per me, coloro che vedo come protettivi.



Lo splendido


E’ lui che ha in se quel ché di speciale. Ciò che ricerca è il piacere di rischiarare la tua giornata con la sua presenza, ed ogni cosa buona la degusti con maggiore piacere se l’attendi quel tanto che basta per assaporarla ancor prima che si palesi. E’ il gusto di esser presente nella mente dell’altro già prima di esserci fisicamente. Quella punta di provocazione che gioca con frustrazione e sollievo all’avvento.



  • Aggressività


Si, un ritardo può far male. Si può ritardare per punire l’altro di qualcosa, un po’ come un gesto aggressivo. Ciò che ricerco quindi è il fare una cattiva impressione all’altro, il procurargli attivamente disagio tramite l’omissione della mia presenza, direi spesso con un ritardo piuttosto marcato.


Qui mi possono venire in mente quattro tipi umani, che talora possono coesistere ma possono anche rappresentare personaggi molto diversi.



Il passivo-aggressivo


Voglio punire l’altro per qualcosa che mi ha fatto arrabbiare ma come di consueto ho profondo disagio ad espormi. Arrabbiarsi con qualcuno vuol dire palesare le proprie emozioni, quindi definirsi in un determinato modo. Se ho problemi ad autodefinirmi ma provo rabbia nei confronti di qualcuno la strategia migliore per colpire senza espormi è mancare. L’atto mancato del non presentarsi in orario può ferire l’altro, fargli capire che mi ha arrecato un torto senza che io debba attivamente mettermi in gioco.



L'evitante


Ma se ti faccio vedere che sono spiacevole, poi mi accetti ugualmente? Suona un po’ così la domanda di fondo di questo tipo di ritardatario. Se sono io il primo che non si piace particolarmente, per quale motivo dovrei piacere agli altri? E’ anche vero però che, per quanto siano tendenzialmente avvezzi alla solitudine, ogni tanto un po’ di compagnia la ricercano. E si meravigliano quando scoprono che anche gli altri li vogliono, però bisogna testare la loro disponibilità, quindi inizialmente ti faccio vedere un lato brutto di me per vedere se non mi rifiuterai.



Alpha man (o woman)


Mi ritengo una persona forte e non voglio sentirmi vulnerabile, quindi non accetto che mi vengano messi i piedi in testa. Se incontro un altro maschio o femmina alpha e sento che sta guadagnando un po’ troppo potere, cerco di recuperare il mio rango scavalcandolo. Non avendomi fatto un particolare sgarbo non posso fargliela pagare, non ce l’ho particolarmente con lui e non brucio dalla rabbia nei suoi confronti, quindi devo solo fargli vedere chi comanda. Lo farò attendere e gli infliggo la frustrazione di dovermi aspettare rimarcando quindi il mio ruolo.



Il narciso


Chi ha tratti narcisistici può instaurare un rapporto dominanza-sottomissione con l’altro. Se devo dirmi di essere superiore e vedo l’essere puntuali come un segno di sottomissione allora farò aspettare l’altro per dimostrare la mia superiorità.



Conclusioni



In tutti questo come puoi notare c’è un problema: la prospettiva dell’altro. Chi aspetta, a meno che non ti conosca, e quindi sappia come prendere i ritardi, non può sapere quali sono le motivazioni del ritardo.


Il ritardo quindi in genere provoca rabbia e scarsa comprensione reciproca delle motivazioni alla base di questo.


Il concetto è che tutto quanto sopra descritto è nella mente del ritardatario, ma se non viene esplicitato o discusso, chiaramente resta lì ed è molto facile che tutto ciò possa generare fraintendimenti.


 

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